Ogni turno è un esercizio di pianificazione e flessibilità cognitiva: le risorse cambiano, gli scambi richiedono negoziazione, e la strategia iniziale va adattata in tempo reale. Catan rievoca in scala il dilemma della cooperazione competitiva — una tensione che ricorda quella descritta dagli studi sul cervello sociale di Homo sapiens.
Il bambino allena memoria di lavoro (tenere traccia di risorse, probabilità dei dadi, offerte pendenti) e controllo inibitorio (resistere all’impulso di accettare uno scambio svantaggioso). Un gioco che trasforma ogni partita in un laboratorio di funzioni esecutive.