Cosa conserva, cosa sacrifica
L'ONU ha votato sulle mappe del mondo. Il testo dice una cosa più interessante di come circola — e vale per i grafici, le medie e gli studi, fino a chi ha scelto cosa sacrificare.
Ragionare dalla propria parte
I due studi più grandi si contraddicono su chi riconosce una notizia falsa. Regge meglio una domanda diversa: cosa cambia se la fonte gliela metti davanti.
Quando il conto lo rifà un altro
Due gruppi di ricerca hanno smontato i programmi contro il bullismo per capire quale pezzo faccia il lavoro. Con metodi diversi hanno trovato cose diverse, e il disaccordo dice più di ciascuno.
Lo stesso silenzio, due case
La spiegazione che gira è che i litigi che si ripetono vengano dall'infanzia. Il filo esiste ed è sottile: quello che pesa si vede nella stanza in cui vivete.
Dio, germi e sirene
Stessa stanza, stesso cibo, stessa frase: assaggia un bambino su quattro. Se l'adulta mangia mentre lo dice, tre su quattro. Cosa pesa un bambino, quando decide a chi credere.
Il vetro e la maleducazione
«Ha rotto il vetro» e «è un maleducato» sembrano due gradi della stessa cosa. Sono due cose diverse, e solo una lascia a tuo figlio qualcosa da fare.
Le parole erano identiche
Trenta secondi di video, due sconosciute, nessuna parola diversa: solo un sorriso da una parte e una smorfia dall'altra. Bastano, e i bambini imparano.
«Non toccare, è sporco»
In spiaggia lo diciamo davanti a un'alga, a un guscio, a una formica. Non lo diciamo davanti a un tappo di plastica: quello è paesaggio.
La lamentela che nessun tempo può smentire
Prima il caldo insopportabile, poi la pioggia: la lamentela cambia oggetto senza cambiare forma. Nessun tempo può smentirla — e sulle persone funziona uguale.
Un tipo pratico
«Impara facendo, è un tipo pratico.» Proviamo a verificarlo: ogni prova che viene in mente è già stata fatta, e il risultato non è quello che ci aspettiamo.
Uscire dalla pagina
I verificatori professionisti battono gli storici con dottorato leggendo meno: escono dalla pagina. Il gesto che si può insegnare, e fin dove arriva.
Utøya, quindici anni dopo: l'odio si impara, e per questo si può interrompere
Il 22 luglio 2011 un attentatore uccise 77 persone, 69 al campo giovanile di Utøya. Il suo odio fu costruito online, per anni: un percorso che si può interrompere.
Rispetto a cosa?
Per anni la TV di Stato ungherese ha mentito restando invisibile. Il giudizio si forma per confronto: dare ai figli il riferimento esterno che nel feed non c'è.
Caldo da record e solstizio: l'errore di scala che ci inganna
Caldo record di giugno 2026: confondere meteo e clima dipende da come la mente costruisce le cause. Ed è una competenza che si allena, a ogni età.
Il mio mondo, infestato dai demoni
Da bambino chiamavo «demone» la mia paralisi nel sonno. Un nome falso non spiega il meccanismo: ti lascia al buio a darti la colpa. Perché dare ai figli il nome vero delle cose.
Vedere non è capire
Metà delle persone non distingue un volto AI da uno reale (meta-analisi, 56 studi). Il cervello non è progettato per dubitare. Ma puoi allenarlo.
Nati per credere (nell'Algoritmo): perché tuo figlio si fida di YouTube senza farsi una domanda
Tuo figlio crede che YouTube sappia cosa vuole. Non è ingenuità: è un meccanismo evolutivo di 200'000 anni. Come aiutarlo a fare la domanda giusta.